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Pescara il Porto


Storia con immagini del porto di Pescara

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Il titolo dà già con chiarezza il senso di questo libro: tra la città ed il suo approdo adriatico, infatti, tanto forte è sempre stato il legame da trasformarsi in identità. “Pescara il Porto” arriva dopo un’analoga esperienza editoriale, che ha costituito quasi un numero-zero pubblicato dodici anni fa. Una scommessa, all’epoca, che l’ideatore aveva voluto fare con la miopia intellettuale di chi si ostinava a non riconoscere, nei confronti del fenomeno urbano più rilevante d’Abruzzo, il rapporto ancestrale tra mare e stessa ragion d’essere.

La limitata tiratura – giocoforza, vista l’intrapresa senza ‘sponsor’ – che però non condizionò affatto il rigore nella raccolta e rielaborazione dei contributi sia storici che tecnici ed iconografici, ne portò con sorprendente rapidità all’esaurimento delle scorte. Segno evidente d’una reale esigenza che il mondo culturale e civile non solo locale, con ansia latente, avvertiva: saperne di più, in un corpus organico e divulgativo, sul connubio economico/sociale/geografico/storico che nel tempo, definendosi via via con maggiore decisione, aveva generato Pescara.

Quell’opera, a tutt’oggi, non poteva essere riproposta tal quale. Si è dato compimento ai lavori che stanno facendo dell’originario ‘Porto Canale’ un grande e modernissimo scalo internazionale, in complemento allo straordinario intervento del turistico Marina di Pescara, per poter raccontare meglio una storia che non conosce confini. Aggiornati quindi gli elementi descrittivi, rivisto 1’aspetto statistico ed illustrativo-documentario, controllati ed adeguati i riferimenti sia archivistici che progettuali, arricchita e meglio conformata l’iconografia (ovunque possibile, con riferimenti precisi e concessioni del caso). Sono stati accolti anche nuovi contributi da ignari eppur fondamentali attori nella costruzione della realtà più bella e significativa che la città, dal suo insediarsi millenni fa come Ostia terni, pu˜ vantare.

Certo, nel presente libro mancheranno ancora moltissimi accessi, voci, documenti, aspetti che rendano davvero rotonda la disamina del fenomeno-porto pescarese; ma non c’è pretesa qui di esaurire l’argomento. Di un certa in regard si tratta, con tutti i limiti che i fautori, serenamente, si riconoscono. Per˜ l’affiato che ci unisce sta nell’intento, allo stesso tempo accademico e provocatorio, di voler squarciare quel velo d’ignoranza (in quanto non conoscenza) che ancora, e spesso, sfigura l’identità politica di taluni gestori della cosa pubblica – e privata – locale. Imprenditori, Amministratori ed Operatori i quali, nel prender decisioni rappresentative, si dimenticano talvolta che Pescara è una città di mare: molto di più che definirla sbrigativamente sul mare.

Monica Andreucci